Il mercato immobiliare della provincia di Forlì-Cesena torna a mostrare segnali concreti di crescita e consolidamento, sia nel comparto della compravendita residenziale sia in quello delle locazioni. È quanto emerge dall’analisi congiunturale illustrata da FIMAA Confcommercio provinciale sulla base dello studio curato da Stefano Stanzani dell’Università di Bologna.
La indagine è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa alla presenza anche del presidente di Fimaa Confcommercio cesenate Giorgio Ambrosini, del Presidente di Fimaa Confcommercio Forlì Matteo Guerrini del coordinatore Fimaa cesenate Massimo Montanari e del presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani, del direttore Confcommercio Cesena Giorgio Piastra del Direttore di Confcommercio Forlì Alberto Zattini e del vicedirettore Alberto Pesci.
Nel 2025 in provincia sono state concluse 5.056 compravendite residenziali, con un incremento complessivo dell’8% rispetto al 2024. Si tratta della crescita più significativa registrata negli ultimi anni, al netto della fase eccezionale successiva alla pandemia.
Particolarmente rilevante il dato del capoluogo forlivese, che dopo due anni consecutivi di flessione torna a crescere in modo deciso. A Forlì le transazioni hanno raggiunto quota 1.593, segnando un aumento del 10,2% rispetto all’anno precedente. Un risultato che riporta il mercato urbano su livelli vicini a quelli del biennio 2021-2022 e che conferma un rinnovato interesse per i centri maggiori, sostenuto anche da condizioni di accesso al credito più favorevoli.
Positivo anche l’andamento nei comuni non capoluogo della provincia, dove si registrano 3.464 compravendite, in crescita del 7% rispetto al 2024. Un dato che consolida il recupero già emerso nell’anno precedente e che testimonia una domanda stabile e diffusa anche nelle aree extraurbane.
Secondo gli operatori FIMAA, il mercato immobiliare provinciale continua a essere sostenuto soprattutto dalla relativa stabilità dei tassi sui mutui. Tuttavia permane attenzione rispetto alle tensioni geopolitiche internazionali e alla guerra in Medio Oriente, che stanno già determinando rialzi degli indici Euribor e IRS, con il rischio di possibili aumenti delle rate dei mutui nel corso del 2026.
A incidere positivamente sul mercato sono anche la maggiore fiducia delle famiglie nell’acquisto immobiliare, la dinamicità degli investimenti e il crescente interesse verso il segmento degli affitti brevi.
Sul fronte dei prezzi, il 2025 si è chiuso con incrementi diffusi in tutto il territorio provinciale. A Cesena l’aumento medio dei valori immobiliari è stato del 6,3%, con una crescita del 6% per le abitazioni nuove e del 6,4% per quelle usate. A Forlì l’incremento medio si è attestato al 5,1%, mentre Cesenatico ha registrato la crescita più elevata, pari al 6,9%, con punte superiori al 7,5% per gli appartamenti usati nelle migliori localizzazioni urbane. Nei comuni non capoluogo l’incremento medio dei prezzi è stato invece del 3,9%.
Anche il mercato delle locazioni continua a evidenziare una forte vivacità. Nel solo 2024, a Forlì sono stati registrati 6.458 nuovi contratti di locazione abitativa. Nel 2025 il trend espansivo è proseguito in tutta la provincia, trainato dall’aumento della domanda e dalla crescita dei canoni.
Parallelamente, però, si registra una progressiva riduzione dell’offerta di alloggi disponibili, fattore che sta rendendo il mercato sempre più competitivo e che rischia di limitare il numero di nuovi contratti a causa della scarsità di immobili disponibili.
Per quanto riguarda i canoni, Cesena si conferma il mercato più costoso della provincia, con valori medi di 11 euro al metro quadrato per abitazioni nuove o ristrutturate e 9 euro per gli immobili usati fino a vent’anni di anzianità. A Forlì e Gambettola i canoni si attestano mediamente sui 10 euro al metro quadrato per il nuovo e 9 euro per l’usato, mentre valori più contenuti si registrano a Castrocaro Terme e Terra del Sole, dove i canoni medi scendono a 6 euro per il nuovo e 4,5 euro per l’usato.
Fimaa Confcommercio provinciale sottolinea come il quadro generale evidenzi un mercato immobiliare dinamico e in salute, pur in presenza di alcune criticità legate soprattutto alla ridotta disponibilità di immobili in affitto e all’incertezza internazionale che potrebbe influire sull’andamento futuro dei tassi di interesse. Per il primo semestre 2026 le aspettative degli operatori indicano comunque uno scenario di sostanziale stabilità delle compravendite e di ulteriore consolidamento dei valori immobiliari.
