La ‘febbre’ della benzina, gli agenti di commercio: “L’auto è un ufficio, bisogna agire in fretta”

La ‘febbre’ della benzina, gli agenti di commercio: “L’auto è un ufficio, bisogna agire in fretta”(da Forlitoday)

Così Cesare Borghini, presidente di Fnaarc Forlì, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio

“Contro il caro carburante l’impegno del Governo per interventi che riducano il prezzo, è apprezzabile, ma non sufficiente. Come già espresso dal ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, c’è in atto una speculazione ingiustificata. Occorre un’authority europea che sia immediatamente operativa per calmierare i costi ed intervenire sulle anomalie dei mercati delle materie prime”. Lo propone Cesare Borghini, presidente di Fnaarc Forlì, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio.

“Per noi agenti che abbiamo nell’auto un vero e proprio ‘ufficio’ con una media annua di oltre 60mila chilometri percorsi – spiega Borghini – l’aumento del carburante incide in modo significativo: tra i 4 e 5mila euro in più sulla nostra attività con i margini già assottigliati per l’aumento dei costi e la diminuzione delle vendite a causa della carenza di materie prime. E il tetto di deducibilità del costo dell’auto, 25mila euro, è bloccato da tempo ormai immemorabile e non ci consente di acquistare auto ‘green’”.

“Gli sconti grazie all’extragettito Iva – ed anche il taglio delle accise, che noi stessi avevamo indicato fra le misure possibili – per abbassare la ‘febbre’ del prezzo del carburante, non sono più sufficienti a causa degli importanti rialzi del prezzo degli ultimi giorni, non risolvono il problema e riportano tutt’al più la situazione a un po’ di giorni fa quando i carburanti costavano 15/20 centesimi in meno”, aggiunge.

“Agire in fretta sui costi del carburante e dell’energia è indispensabile – sottolinea Borghini – nonostante la drammatica guerra in Ucraina e le conseguenze internazionali, il rincaro così accentuato del carburante non trova giustificazione. Altro che ripresa. I mercati si stanno nuovamente bloccando. Bisogna agire in fretta per calmierare i costi e ridare così fiato e fiducia alle imprese”.

 

 

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