VIA LIBERA AL DECRETO SOSTEGNI

Il Consiglio dei ministri ha varato il provvedimento da 32 miliardi, undici dei quali per i ristori, che arriveranno entro aprile a tre milioni di imprese e professionisti, con giro d’affari fino a 10 milioni e che abbiano perso almeno il 30% del fatturato.
In sintesi:

Aiuti alle imprese

I ristori, pari a 11 miliardi ovvero in media 3.700 euro ad attività, partiranno subito dopo Pasqua per arrivare a tre milioni di imprese e professionisti, quelle con giro d’affari fino a 10 milioni e che abbiano perso almeno il 30% del fatturato, entro la fine di aprile.
  • Il calcolo, archiviato il meccanismo dei codici Ateco, sarà basato sulla media mensile delle perdite tra l’intero 2020 e l’intero 2019 (e non su due mensilità come ipotizzato finora).
  • Il contributo è previsto a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato dell’anno 2020 risulti inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato dell’anno.
  • Cinque le fasce di indennizzo in base al fatturato:
  1.   60% per le imprese fino a 100mila Euro
  2.   50% tra 100mila e 400mila Euro
  3.   40% tra 400mila e un milione
  4.   30% tra 1 e 5 milioni
  5.   20% tra 5 e 10 milioni
  • I contributi andranno da un minimo di 1000 euro per le persone fisiche (2000 per le persone giuridiche) a un massimo di 150mila euro.
  • Per ricevere l’assegno basterà una autocertificazione da caricare su una piattaforma che verrà messa a punto con Sogei. I contributi saranno poi erogati dall’Agenzia delle Entrate.
  • Per gli autonomi arriverà poi un rifinanziamento da 1,5 miliardi del fondo istituito con la manovra per la riduzione o la cancellazione dei contributi.
  • Stesso importo per il rinnovo delle indennità per stagionali, lavoratori delle terme e dello spettacolo, mentre sono previste indennità anche per i 200mila lavoratori del settore sportivo. Sarà rinnovato anche il reddito di emergenza per tre mesi e rifinanziato con 1 miliardo il Reddito di cittadinanza. Per il mondo della cultura ci saranno altri 400 milioni e spazio ai primi fondi per le filiere più colpite: dai 600 milioni per la montagna ai 100 milioni per fiere, catering, eventi, bloccati dal Covid.

Lavoro

  • Il ricorso ai trattamenti di integrazione salariale (assegno ordinario e cassa integrazione in deroga) è consentito per una durata massima di 28 settimane nel periodo tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021.
  • Sospensione dei licenziamenti
  • Per i datori di lavoro che ricorrono ai trattamenti di integrazione salariale sono preclusi fino al 31 ottobre 2021 l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo e la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo.

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